28-04-2026
"l’IT è il fattore abilitante della trasformazione del settore idrico: il Gruppo Almaviva aiuta le amministrazioni a concepire il digitale non come un insieme di strumenti tecnologici, ma come un alleato strategico per una gestione integrata, efficiente e inclusiva dei sistemi idrici". Così, su Italia Informa, Fulvio Conti, Head of Water, Agriculture, Environment and Space Business Unit del Gruppo Almaviva.
Al centro dell’intervista, i nodi della resilienza idrica italiana secondo Almaviva: dalla necessità di una visione strategica per l’acqua alla digitalizzazione della filiera irrigua, fino al riutilizzo delle acque reflue, al rapporto tra politica e dati e alle tecnologie per affrontare siccità e alluvioni.
“Se l’acqua è un’infrastruttura strategica, allora non può essere governata come un dossier tecnico tra gli altri. Qual è il punto in cui l’Italia resta debole: nella visione, nella governance o nel coraggio di decidere?
Preferisco partire dalle soluzioni. Serve un cambio strutturale di paradigma nella gestione dell’acqua come infrastruttura strategica: bisogna superare interventi locali isolati o circoscritti e adottare una visione integrata degli ecosistemi idrici, capace di ripensare in modo sistemico infrastrutture, pianificazione, investimenti e modelli di governance. In un contesto climatico che evolve rapidamente e in modo irreversibile, il costo dell’assenza di una visione strategica è evidente: gli impatti del cambiamento climatico e della scarsità idrica potrebbero determinare, entro il 2030, una riduzione potenziale del Pil fino al 10%. L’Italia è oggi il secondo Paese in Europa per perdite economiche legate agli eventi climatici estremi, con un costo medio annuo di 283 euro per abitante.”
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