07-08-2026
«L’intelligenza artificiale cambia il modo di lavorare. Quando introduciamo queste tecnologie all’interno di processi che hanno implicazioni operative o legali, non stiamo semplicemente aggiungendo un nuovo software, cambia il modo in cui le persone prendono decisioni e si assumono responsabilità.
Da un lato l’AI semplifica, dall’altro non deve mai sostituire la responsabilità dell’essere umano».
Così Valeria Sandei, Chief global AI Gruppo Almaviva e CEO Almawave, nell'articolo di Silvia Pagliuca, sul blog Alley Oop di Il Sole 24 Ore, su "AI e gendergap: che posto occupano le donne nella rivoluzione che cambia il lavoro?"
«Se alimentiamo un modello con informazioni già segnate da un bias di genere, pensiamo ai percorsi professionali o ai dati sanitari, anche gli output saranno inevitabilmente distorti.
L’unico modo per evitare che questi pregiudizi vengano amplificati è intervenire sulla qualità e sulla rappresentatività dei dati che mettiamo dentro le macchine», continua Sandei.
In merito a regole, responsabilità e sovranità digitale, «Quando parliamo di tecnologie così disruptive, pensare che debbano essere accompagnate da una regolamentazione non mi sembra un’eresia".
"La vera sfida è fare in modo che le regole riescano ad accompagnare la velocità con cui questa tecnologia evolve».
Inoltre, dietro l’AI Act si nasconde una questione sempre più strategica: la sovranità digitale europea.
«Sovrano non è chi ospita il dato, ma chi lo controlla davvero» – osserva Sandei. «Dobbiamo recuperare il dominio dell’intera filiera: dai modelli ai data center, dal cloud fino alle applicazioni. Se continuiamo a generare valore utilizzando esclusivamente tecnologie sviluppate altrove, rischiamo di trasferire all’esterno una parte crescente della competitività delle nostre imprese».
Riguardo le donne: «non possono permettersi di perdere questo treno» – osserva Sandei. «Fondamentale è iniziare a sviluppare familiarità con queste competenze fin dalla scuola primaria.
Le discipline Stem non sono materie aride, ma incredibilmente creative.
Consentono di immaginare soluzioni, inventare qualcosa che prima non esisteva».
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