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eNology, in difesa del vino. Made in Italy.

eNology, in difesa del vino. Made in Italy.

Case Study

La tracciabilità dei prodotti agroalimentari a difesa e supporto del Made in Italy è uno degli argomenti maggiormente discussi tra gli operatori del settore per i numerosi vantaggi che essa può apportare in termini di controllo e affermazione del marchio. Oltre che a requisiti di legge sempre più stringenti, la tracciabilità risponde inoltre a una domanda crescente di informazione e di fiducia da parte del consumatore. Ormai ha un valore imprescindibile per cittadini e aziende.

Il 75% delle persone sceglie i prodotti Made in Italy e controlla l’etichettatura e la provenienza degli alimenti (Rapporto Eurispes 2017)

Qualche numero? Secondo il Rapporto 2017 dell’Icqrf, l’ispettorato del Ministero che si occupa di contrastare le frodi alimentari, su oltre 50.000 controlli:

26,8%

operatori irregolari

15,7%

prodotti irregolari

7,8%

campioni irregolari

€ 90 milioni

valore dei sequestri

5%

valore delle importazioni in Europa rappresentate dalla vendita di prodotti contraffatti secondo l’agenzia dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale

30%

irregolarità su 7.200 controlli fatti dagli ispettori ministeriali sul vino

Altro

E proprio dal settore vitivinicolo è partita la piattaforma di tracciabilità che AlmavivA ha realizzato in qualità di partner tecnologico del SIAN Sistema Informativo Agricolo Nazionale. La tracciabilità del vino garantisce qualità e sicurezza al consumatore e coadiuva il lavoro degli organismi di vigilanza nella repressione delle frodi.

Puntare sui dati per tutelare il mercato

La tracciabilità del vino Made in Italy firmata AlmavivA ha l'obiettivo di proteggere e valorizzare l'eccellenza dei prodotti vitivinicoli nazionali a partire da informazioni presenti nel SIAN Sistema Informativo Agricolo Nazionale.

Il sistema è basato su una piattaforma Blockchain pubblica di certificazione della filiera di produzione del vino, dalla raccolta fino all'imbottigliamento, coordinata e supervisionata da AGEA e utilizzabile liberamente da ogni attore della filiera (PMI, GDO, privati, eccetera), in maniera agnostica, per realizzare servizi a valore aggiunto che incentivano la collaborazione tra soggetti eterogenei, utilizzando il proprio fornitore IT per integrarsi con la piattaforma.

La piattaforma è il primo esempio mondiale e in uso di Blockchain pubblica, applicata al settore vitivinicolo su dati ministeriali

La soluzione, a differenza di altri prodotti immessi sul mercato, rende disponibili le informazioni già presenti nei server del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e dell’AGEA Agenzia per l’Erogazione in Agricoltura, derivanti dagli adempimenti obbligatori, certificati dai controlli istruttori richiesti dalla normativa comunitaria. Quelle dei registri dematerializzati delle aziende produttrici di vino, delle dichiarazioni vitivinicole annuali, del Fascicolo Aziendale.

La piattaforma permette alle aziende produttrici di valorizzare non solo la storia del loro vino ma anche di condividere informazioni di rilievo eno-informativo ed eno-turistico: fotografie, video, schede e ogni materiale utile per promuovere l'attività e il territorio.

Tutta la storia della bottiglia. Semplice con l’App eNology

Coltivazione, trasformazione, distribuzione, consumo: la mobile App "eNology", sviluppata per ambienti Android e iOS, permette di fruire con grande semplicità dei dati dalla piattaforma Blockchain di filiera. Una volta installata l'App sullo smartphone dotato di lettore NFC, basta avvicinare il cellullare all'etichetta della bottiglia.

I principali vantaggi?

Lotta alla contraffazione

Semplificazione degli adempimenti burocratici

Riduzione degli errori di imputazione dei dati

Miglioramento delle operazioni di controllo

Monitoraggio del settore da parte dell'Amministrazione

Possibilità di promozione delle produzioni sui mercati internazionali

Altro

Filiera 4.0 per l’Agrifood. E non solo.

Molte aziende vitivinicole hanno già adottato la soluzione AlmavivA e si stima che la tracciabilità sarà a breve attiva su 60.000 bottiglie che compariranno sugli scaffali della grande distribuzione. La sperimentazione è stata già estesa alle filiere dell’olio d’oliva e dell’aceto di vino.

La soluzione di Blockchain pubblica adottata in ambito vitivinicolo per le caratteristiche tecnologiche si presta a un altissimo riuso in altri contesti del mondo agroalimentare, con un impatto minimo a livello architetturale e di flussi di processo.

Prossimo passo? Estendere il concetto di tracciabilità a 360° nel mondo agroalimentare creando una piattaforma di supply chain management 4.0

La stessa metodologia può essere applicata, inoltre, ad altri mercati industriali per tracciare, ad esempio, la provenienza delle materie prime, i processi di certificazione, collaudo e manutenzione degli apparati e dei sistemi industriali, oltre che il ciclo di vita dei pezzi di ricambio. Con un sistema simile, le imprese meccaniche da una parte otterrebbero più efficienza e un controllo maggiore, dall’altra potrebbero a loro volta diventare produttori di strumenti a supporto delle nuove filiere 4.0, creando ad esempio macchinari che facilitino la lettura e scrittura di tag intelligenti e che dialoghino con i nuovi paradigmi decentralizzati Web 3.0, ovvero apparecchiature blockchain-ready. Sono tutte attività che rientrano nel Piano Nazionale Industria 4.0.

Per saperne di più contatta il team

Sicurezza garantita con la Blockchain

La blockchain appartiene alla famiglia dei distributed ledger, i sistemi che permettono ai nodi di una rete di raggiungere il consenso sulle modifiche di un registro distribuito in assenza di un ente centrale.

L’utilizzo della tecnologia Ethereum, una delle blockchain attualmente più evolute, garantisce che i dati siano pubblici e diffusi e che non possano essere modificabili da nessuno, assicurando così trasparenza, qualità e sicurezza ai consumatori sulla reale provenienza del prodotto.

Nel 2017, il boom di nascite: la blockchain ha tenuto a battesimo un insieme di progetti, in crescita del +73%. Secondo la ricerca 2018 dell’Osservatorio blockchain & distributed ledge della School of Management del Politecnico di Milano, la grande maggioranza dei progetti, pari al 59% di quelli censiti a oggi, è stata sviluppata nel settore finanziario, ma dal 2017 si nota un progressivo ampliamento degli ambiti applicativi che interessano

9%

Attività di governo

7,2%

Logistica

3,9%

Utility

3%

Agrifood

2,7%

Assicurazioni

2,4%

Healthcare

1,8%

Media

1,2%

Telecomunicazioni

Altro

La metodologia prevede che su ogni bottiglia venga applicato un Tag NFC univoco, che aggancia in maniera sicura tutta la storia del vino: dalla coltivazione, raccolta e trasporto dell’uva alle varie fasi di produzione, cioè conservazione in botte, imbottigliamento e distribuzione.

L’utilizzo di tecnologie NFC e RFID, inoltre, aiuta le persone a diventare consumatori informati e consapevoli. Grazie all’uso di etichette intelligenti, tutti possono conoscere la storia di un vino e le caratteristiche che lo rendono unico al mondo.

NFC

Con Near Field Communication - in italiano letteralmente “Comunicazione in prossimità” – s’intende una tecnologia che fornisce connettività wireless bidirezionale a corto raggio

RFID

L’acronimo RFID (Radio-Frequency IDentification) richiama una tecnologia per l’identificazione e/o memorizzazione automatica di informazioni basata sulla capacità di memorizzazione di dati da parte di particolari etichette elettroniche, chiamate tag (o anche transponder o chiavi elettroniche e di prossimità).

Risorse

Agricoltura

FILIERA 4.0 La blockchain per la tracciabilità delle produzioni vitivinicole

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Tracciabilità del prodotto vitivinicolo italiano

Una piattaforma che accompagna il prodotto lungo tutta la filiera